Valle d’Aosta: i premi della guida Slow Wine 2018

La Valle d’Aosta del vino sta patendo, come tutto il resto della penisola, il susseguirsi di annate climaticamente altalenanti, che segnano pesantemente le vendemmie sia dal punto di vista qualitativo che da quello quantitativo: se il 2014 era stata un’annata fredda e mediamente produttiva, la 2015 è stata l’opposto, con temperature molto alte e precipitazioni scarse.
La 2016, pur in qualche modo ripercorrendo l’annata precedente dal punto di vista delle temperature, non ha patito la mancanza d’acqua, grazie a temporali e piogge arrivate al momento opportuno, che fanno sì che si possa parlare di un’annata felice. Abbiamo assistito a una vendemmia regolare, talvolta protrattasi fino a fine ottobre per le varietà più tardive, con grande qualità delle uve e una quantità superiore alle attese. Generalmente i vignaioli considerano la 2016 come una delle migliori annate degli ultimi tempi, equiparata per certi versi alla 2010.
Purtroppo l’inizio del 2017 ha fatto pagare pesantemente dazio per questa “fortuna”: ad aprile tre giorni di gelate notturne continue hanno messo in ginocchio una produzione che era partita con leggero anticipo, bruciando le viti e con perdite che arrivano al 95% nella zona di Morgex e si attestano su una media regionale del 30-40%. Come se non bastasse nel mese di luglio si è registrata una grandinata che ha colpito soprattutto la zona dell’enver, tra Aymavilles e Gressan, riducendo ulteriormente la già scarsa produzione locale.

Pertanto, pur non avendo la sfera di cristallo, e augurandoci che l’annata termini in maniera quieta, possiamo affermare che questa vendemmia presumibilmente non sarà delle più fortunate. Dal punto di vista della sanità delle vigne nel 2016 non si sono registrati problemi particolari, seppur ci siano stati ancora dei focolai di flavescenza e suzuki, sicuramente molto meno diffusi rispetto alle due annate precedenti.
Ci fa invece piacere constatare il continuo sviluppo della viticoltura regionale, con un aumento dei produttori privati, tra cui si vedono numerosissimi giovani che portano avanti la tradizione vitivinicola supportandola con le più moderne conoscenze tecniche. Le aziende convertite al biologico non sono cresciute, ma la tendenza a una maggiore sostenibilità ambientale, con la contemporanea riduzione dell’uso di trattamenti sistemici o l’abbandono del diserbo chimico, è in costante crescita.
VINO SLOW
Valle d’Aosta Blanc De Morgex et de La Salle 2016, Emes Pavese
Valle d´Aosta Chambave Muscat Flétri 2015, La Vrille
GRANDE VINO
Valle d’Aosta Rouge L’Aime 2015, Didier Gerbelle
Valle d´Aosta Petite Arvine Élevé en Fût de Chêne 2016, Anselmet
VINO QUOTIDIANO
Valle d´Aosta Gamay 2016, Grosjean
Valle d´Aosta Nebbiolo Barmet 2016, Caves Coopératives de Donnas

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