Terre di Vite 2019: vino, arte e cultura il 26 e 27 ottobre al Castello di Levizzano

Non nascondo che provo sempre una certa emozione all’avvicinarsi di Terre di Vite. Nato nel 2009, quasi come un gioco, dalla fantasia di Barbara Brandoli di Divino Scrivere ed Elena Conti, nota produttrice di Boca, è diventato subito un evento del tutto particolare, dove il vino rappresenta l’aspetto principale, ma affiancato anche da mostre d’arte e seminari, nelle sale del Castello di Levizzano, a due passi da Modena.
Quando Barbara mi ha proposto di collaborare, ho accolto con gioia l’invito, perché ho sentito che era il modo di comunicare il vino che piace a me.


I vignaioli sono protagonisti, ma anche l’ambiente fa la sua parte, si crea un’atmosfera del tutto particolare, la gente non si limita a curiosare e assaggiare, ma ha bisogno di capire, di percepire cosa c’è dietro a questo prezioso liquido, qual è la ragione del suo fascino. Gli spazi del castello sembrano favorire il dialogo fra produttore e visitatore, si crea intimità nonostante i numerosi partecipanti, nascono racconti, scambi di idee, punti di vista, emozioni che trovano il giusto compimento nell’assaggio di vini mai banali.

Per tutti coloro che non sono ancora stati a Terre di Vite mi sembra giusto riportare qui il suo manifesto:
Il vino è il punto esatto in cui la terra incontra la poesia: Terre di vite nasce per raccontare questo incontro attraverso volti, suoni, immagini e parole. Abbiamo deciso di dedicare le nostre energie e la nostra passione a questo progetto perché siamo persuasi che attorno al vino vi sia la necessità di momenti di aggregazione, promozione e convivialità che sappiano essere anche occasioni di crescita.
Terre di vite si propone di essere una sorta di “zona franca” all’interno della quale sia possibile restituire al vino e alla terra una dimensione più profonda e autentica, al fine di rendere loro quella dignità spesso sacrificata per assecondare le indicazioni del marketing e delle mode.
Abbiamo pensato e realizzato questo progetto innanzitutto nella consapevolezza che l’arte e la cultura hanno sempre la forza di avvicinare le persone. E che il vino alla fine è soprattutto questo: un pretesto per stare insieme”.
Quest’anno Terre di Vite è alla sua nona edizione, sabato 26 e domenica 27 ottobre, a proporre i loro vini ai banchi d’assaggio (con possibilità di acquisto) ci saranno 73 aziende provenienti da tutta Italia e non solo, accomunate dal legame con la terra e i rispettivi territori, ma anche da un’idea del vino che ha molto a che fare con la capacità di confronto e con l’accettazione delle differenze.
Gli appassionati potranno assaggiare in degustazione libera, tra gli altri, un vino leggendario come il Barbacarlo di Lino Maga – passione irrinunciabile di Gianni Brera e Luigi Veronelli – i tesori della tradizione valtellinese di Ar.Pe.Pe (ma anche quelli di alcuni vignaioli emergenti della zona come Terrazzi Alti, Sasso Vivo e Franzina), i bianchi inaspettati del Piemonte di Carlo Daniele Ricci e quel Brunello Vigna Soccorso di Tiezzi, che è una delle rappresentazioni più classiche e celebrate di Montalcino. L’Emilia si vedrà rappresentata per intero, con i frizzanti della tradizione come con delle perle sconosciute ai più ma capaci di confermare una potenzialità e una vocazione fuori dal comune.

Apertura banchi d’assaggio: sabato 15:00 – 21:00 – domenica 11:00 – 20:00

Contributo d’ingresso 15 Euro + 5 Euro cauzione calice

Contributo ridotto (10 Euro) per i soci Ais, Onav, Fisar, Slow Food, Aies

Per Informazioni: [email protected]
Uno spazio è poi riservato alla parte gastronomica, con l’immancabile Nunzio de Lo Stallo del Pomodoro di Modena, che proporrà i suoi panini con formaggi e affettati da urlo (straordinaria la ventresca!). Ci saranno anche proposte dolciarie, miele, biscotti, composte e succhi di frutta.
Come a ogni edizione, Terre di Vite propone un tema centrale sul quale vertono i seminari condotti da Sandro Sangiorgi, direttore di Porthos, giornalista fra i più apprezzati di settore; per la nona edizione è stato scelto il tema dell’accoglienza, argomento mai tanto attuale.

Eccoli nel dettaglio:

Sabato 26 Ottobre dalle ore 13.00 – “Il tema dell’accoglienza” conversazione pubblica tra il direttore di Porthos Sandro Sangiorgi e Valeria Bochi, antropologa ed esperta di cooperazione allo sviluppo – Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Domenica 27 Ottobre dalle ore 13.00 – “Accoglienza mediterranea”, degustazione/seminario ideata e condotta da Sandro Sangiorgi. In degustazione sei vini tra i più interessanti del Meditteraneo.
Prenotazione obbligatoria all’email: [email protected] oppure tel: 338-5474185.
Quota di partecipazione 35 € (sconti da applicare ai soci Ais, Fisar, Onav, Slow Food, Aies) – per info qui


Ma come vi avevo già accennato, Terre di Vite dà spazio anche all’arte, infatti in alcune sale del castello per tutte e due le giornate saranno esposte le opere dell’associazione Aerografisti Italiani Riuniti (AIR); l’aerografia è una delle arti visive che si sta imponendo con maggiore forza, anche grazie al fascino che esercita sul pubblico giovane in virtù di una nitidezza e di un’immediatezza espressiva che trovano pochi riscontri. L’associazione che è riuscita a raccogliere al suo interno il meglio della produzione italiana di settore, si adopera per promuovere attraverso esposizioni e partecipazioni a eventi culturali. Tra i fondatori dell’associazione ci sono artisti come Renato Casaro (illustratore molto ricercato nell’ambiente cinematografico americano), quell’Alberto Ponno che è probabilmente l’illustratore iperrealista più conosciuto al mondo, l’artista della Casa reale britannica Claudio Mazzi, poi ancora illustratori del calibro di Giorgio Guazzi, Salvatore Cosentino, Mario Romani, Arianna Fugazza, Frank FK e Alex Lorenzi.
Il fascino della pittura ad aerografo sta anche nell’esecuzione diretta: per questo gli artisti di AIR si esibiscono in performance live itineranti, come  accadrà nelle sale del castello di Levizzano durante le due giornate di manifestazione. Un’occasione per avvicinarsi a una forma di arte visiva che avrà molto da raccontare negli anni a venire.

Per informazioni e materiali illustrativi: [email protected]

Il museo Rosso Graspa
Per la prima volta il pubblico di Terre di Vite avrà la possibilità di accedere al Museo del vino e della società rurale Rosso Graspa (www.castellolevizzano.it), inaugurato nell’aprile scorso dall’Amministrazione comunale di Castelvetro. All’interno del museo si collocano numerose testimonianze della vita dei campi: attrezzi agricoli, strumenti per la lavorazione del legno, utensili per la lavorazione dell’uva, oltre a una mostra fotografica che illustra in modo piacevole e accattivante le dinamiche sociali e le buone pratiche agricole della società contadina.

La lista produttori la trovate al seguente link Terre di Vite

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