Taste Alto Piemonte 2019: focus sul Bramaterra DOC in degustazione

Il vino Bramaterra è prodotto nel territorio di sette comuni (Masserano, Brusnengo, Curino, Roasio, Villa del Bosco, Sostegno e Lozzolo)della zona collinare limitrofa al parco naturale delle Baragge, protetta dal Monte Rosa. Pare che la sua origine sia dovuta ai servi della gleba che, divenuti liberi, si stabilirono in quel territorio e coltivarono la vite, ottenendo un vino di grande pregio. Riconosciuto D.O.C. nel 1979, era anche chiamato “Vino dei Canonici” in quanto particolarmente gradito alla curia vercellese.


L’areale di produzione è composto da colline originate milioni di anni fa, con terreni acidi porfirici e una copertura superficiale di terreno fertile. Sul lato occidentale i suoli hanno una maggiore ricchezza di sabbie con depositi marini, ad est si trovano zone maggiormente argillose, a sud i terreni si fanno più profondi, con maggiore ricchezza in limo ed argilla. La vicinanza con il Monte Rosa offre una barriera naturale dai venti montani e garantisce un microclima favorevole per la coltivazione della vite.


I vini DOC Bramaterra e Bramaterra Riserva devono essere ottenuti dalle uve dei vitigni Nebbiolo (Spanna) dal 50 al 80 %; Croatina, fino ad un massimo del 30 %; Uva rara (Bonarda novarese) e Vespolina da sole o congiuntamente fino ad un massimo del 20%.

Il vino Bramaterra DOC deve essere sottoposto ad un periodo di invecchiamento minimo di 22 mesi di cui 18 il legno, mentre la versione “riserva” di 34 mesi di cui almeno 24 in legno. I vini Bramaterra e Bramaterra Riserva possono essere accompagnati dalla menzione aggiuntiva “vigna” seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale purché il vigneto abbia un’età di impianto di almeno 7 anni.

Le Pianelle – Bramaterra 2015 (80% nebbiolo, 10% vespolina e 10% croatina): decisamente austero, tenebroso, si apre alla distanza su tenui profumi floreali e vegetali che si completano appena arriva una strabordante ferrosità con ricordi di frutta croccante. Sorso secco, deciso, graffiante con decisi ritorni minerali.


La Tur – Bramaterra Riserva 2015 (80% nebbiolo, 10% vespolina e 10% croatina): completamente diverso dal precedente per il suo essere avvolgente, intensamente fruttato, rotondo e con un finale piacevole e intensamente sapido.


Colombera & Garella – Bramaterra 2014 (80% nebbiolo, 10% vespolina e 10% croatina): l’annata rende il vino essenziale, le sfumature minerali fanno risaltare l’aristocratica componente olfattiva che ricorda le spezie e le erbe balsamiche. Bocca tesa, diretta, senza fronzoli, con tannino in progressione e finale decisamente salato.


Noah – Bramaterra 2013 (80% nebbiolo, 10% vespolina e 5% croatina, 5% uva rara): profilo leggermente evoluto dove emergono sensazioni di sottobosco, prugna secca, noce moscata, fiori rossi secchi. Elegante anche al sorso per un equilibrio già abbastanza centrato anche se il vino cede un po’ nel finale che non progredisce abbastanza.


Roccia Rossa – Bramaterra 2013 (80% nebbiolo, 15% vespolina e 5% croatina): sia per colore, granato trasparente, sia per sensazioni aromatiche questo vino regala un profilo assolutamente rarefatto nelle sensazioni di fiori rossi e spezie sottili, frutta rossa disidratata e bacche. Al gusto è armonico, con tannini sciolti e persistenza sapida nel finale.


Antoniotti – Bramaterra 2013 (70% nebbiolo, 20% croatina, vespolina 7%, uva rara 3%): una maggiore percentuale di croatina regala un Bramaterra assolutamente brioso, giovane, dotato di tanta frutta rossa, richiami minerali e vegetali. Sorso coerente, ricco, segnato da intensa freschezza e tannini ancora vispi. Finale sapido e fruttato. Vino assolutamente gastronomico.


La Palazzina – Bramaterra Riserva 2011 (80% nebbiolo, 10% croatina, 5% vespolina, 5% uva rara): una leggerissima nota eterea veicola sensazioni evolute di viola essiccata, tabacco, humus, muschio e terra rossa. Sorso sapido e gustoso, non potentissimo ma già abbastanza equilibrato. Da bere ora.


Tenute Sella – Bramaterra “I Porfidi” 2010 (70% nebbiolo, 20% croatina, vespolina 10%): a bicchiere già fermo propone un ricco ventaglio olfattivo, invitante e complesso, che richiama la terra rossa vulcanica, la frutta scura, il cardamomo, il the nero, l’anice, le erbe aromatiche, le spezie orientali. Gusto intenso, ricco di freschezza e delizioso tannino anche se il tutto sembra ancora in fase di integrazione. Finale sapidissimo che richiama la beva.


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